Chi siamo: la storia di Ceppo
Un laboratorio nato da una scelta precisa
Nel 2003 Marco Ferretti ha deciso che era il momento di smettere di lavorare per gli altri e aprire un posto tutto suo. Aveva quarantadue anni, alle spalle quindici anni passati nelle botteghe artigiane del Piemonte, da Saluzzo a Biella, e una convinzione radicata: che la falegnameria fatta bene non fosse una questione di velocità né di volumi, ma di attenzione. Così ha preso in affitto un capannone nel quartiere Borgo San Paolo, a Torino, ha comprato qualche macchina usata in buono stato e ha aperto Ceppo.
Il nome viene dal ceppo di legno, il blocco grezzo da cui si ricava tutto. Marco lo ha scelto perché gli sembrava onesto: ricordare da dove si parte, senza abbellire niente.
La formazione classica come punto di partenza
Marco ha imparato il mestiere a bottega, non a scuola. Il suo primo maestro è stato un falegname di Cuneo che lavorava ancora con pialle a mano e squadre in ottone, convinto che capire il legno significasse toccarlo, non solo tagliarlo. Da lì in poi Marco ha girato diverse realtà artigiane piemontesi, ciascuna con la propria specialità: chi faceva solo scale e corrimano, chi si dedicava agli infissi su misura, chi restaurava mobili antichi per collezionisti privati. In vent'anni di lavoro in questi ambienti ha assorbito tecniche diverse, ma soprattutto ha sviluppato un metodo: leggere ogni pezzo di legno per quello che è, non per quello che si vorrebbe che fosse.
Questa cultura del lavoro manuale è ancora il centro di tutto quello che facciamo a Ceppo. Le macchine servono, certo, e negli anni abbiamo aggiornato le attrezzature, ma un mobile esce dal laboratorio solo dopo che qualcuno lo ha controllato a mano, pezzo per pezzo.
Il laboratorio di Borgo San Paolo
Il capannone in cui lavoriamo oggi è lo stesso del 2003, anche se nel tempo lo abbiamo sistemato, ampliato in un'ala sul retro e attrezzato meglio. Torino ci ha accolti in un quartiere di tradizione operaia, abituato alle officine e ai rumori che vengono dalle lavorazioni. Questo conta, per noi: non siamo un atelier di design nel senso patinato del termine, siamo un laboratorio che produce polvere di legno e fa rumore durante la giornata.
Chiunque voglia capire come lavoriamo può passare a trovarci. Mostrare il processo fa parte di come pensiamo al rapporto con chi ci commissiona un lavoro. Non abbiamo niente da nascondere e spesso una visita in laboratorio aiuta il cliente a capire cosa è realizzabile, in quale essenza, con quale finitura, in che tempi.
Il team
Oggi con Marco lavorano stabilmente altre tre persone. Giulia Terrone si occupa dei progetti su misura e cura il dialogo con i clienti dalla prima consulenza fino alla consegna: ha studiato design del prodotto al Politecnico di Torino e nel 2011 ha scelto di portare quella formazione dentro un contesto artigianale piuttosto che industriale. Davide Morra è in laboratorio dal 2008, ha iniziato come apprendista e ormai gestisce in autonomia le lavorazioni più complesse, in particolare quelle che riguardano i giunti a incastro e le impiallacciature. Abbiamo anche Stefano, che si occupa delle finiture, delle verniciature a olio e delle tappezzature di sedute quando il lavoro lo richiede.
Siamo in quattro. Non ci espandiamo per il gusto di crescere: preferiamo mantenere la dimensione in cui ogni pezzo viene seguito da chi sa cosa sta facendo.
Ventitré anni dopo
Nel 2026, dopo ventitré anni di attività, Ceppo è ancora nello stesso posto e fa ancora le stesse cose: mobili su misura, interventi di restauro, arredi per abitazioni private e per qualche attività commerciale torinese che vuole qualcosa di costruito per durare. Non abbiamo un catalogo da sfogliare online e non lo avremo, perché ogni lavoro parte da una conversazione. Se avete un progetto in testa, venite in laboratorio o chiamateci: è da lì che comincia tutto.