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Complementi d'Arredo

Piccoli pezzi, grande carattere

Non tutto quello che facciamo in bottega è un armadio a tre ante o una cucina su misura. Da quando Ceppo ha aperto i battenti a Torino nel 2009, una parte silenziosa ma costante del nostro lavoro riguarda i complementi d'arredo: portariviste, mensole a sbalzo, comodini fuori standard, appendiabiti a parete, vassoi in legno massiccio, cornici, sgabelli, piccole credenzine. Pezzi che da soli sembrano secondari, ma che dentro una stanza finiscono per dare il tono a tutto il resto.

In diciassette anni abbiamo capito che spesso è proprio il dettaglio a fare la differenza. Un comodino troppo alto rispetto al materasso, una mensola che non regge il peso dei libri di architettura che il cliente colleziona da trent'anni, un appendiabiti che si stacca dal muro dopo sei mesi: queste cose disturbano ogni giorno, anche se nessuno le nomina esplicitamente. Noi le prendiamo sul serio esattamente come prendiamo sul serio una libreria a tutta parete.

Materiali che durano, non materiali che sembrano

Il nostro punto di partenza è quasi sempre il legno massello. Lavoriamo molto con il noce nazionale, il rovere europeo e il frassino. Per certi pezzi, soprattutto quelli destinati ad ambienti con molta umidità come ingressi o cucine, utilizziamo anche il rovere termotrattato, che resiste meglio alle variazioni di temperatura e non si lavora poi così diversamente dal rovere standard a patto di avere le frese giuste.

Sul finissaggio la nostra scelta preferita è l'olio cera, applicato a mano in due o tre passate con carta abrasiva a grana progressiva tra un passaggio e l'altro. Il risultato è una superficie che si sente sotto le dita, non una pellicola sopra al legno. Chi vuole una finitura più protettiva, magari per un tavolo basso su cui i bambini appoggiano i bicchieri, può optare per una lacca a base acqua opaca. Spieghiamo sempre le differenze e lasciamo scegliere, senza spingere verso la soluzione più veloce per noi.

Come nasce un complemento su misura

Il processo è lineare. Luca, che segue la maggior parte dei clienti nella fase di progettazione, fa qualche domanda sul contesto: dove va il pezzo, vicino a cosa, con quali altri mobili deve convivere, che carichi deve sostenere. A volte bastano venti minuti di conversazione. A volte il cliente arriva con fotografie, disegni a mano o riferimenti trovati su riviste, e allora la conversazione si allunga, ma in modo produttivo.

Dopo il primo incontro produciamo un disegno tecnico in scala, che inviamo o mostriamo in bottega per approvazione prima di toccare qualsiasi asse. Solo a quel punto il legno entra in lavorazione. I tempi variano: un singolo pezzo semplice può essere pronto in due settimane, qualcosa di più elaborato con intarsi o incastri a coda di rondine può richiedere quattro o cinque settimane. Non promettiamo tempi che non possiamo mantenere.

Personalizzazione reale, non di facciata

Quando diciamo su misura intendiamo davvero su misura. Non un catalogo con tre versioni di larghezza selezionabile online. Se la nicchia nel corridoio di casa vostra misura 34 centimetri e mezzo, facciamo un mobile da 34 centimetri e mezzo. Se volete che il piano di una mensola riprenda esattamente la venatura radiale del tavolo che avete in soggiorno, proviamo a trovare un'asse dalla stessa partita di legno, o da una partita compatibile.

Marco, il nostro falegname con più anzianità in bottega, lavora da Ceppo dal 2013 e ha una memoria quasi fotografica delle essenze che passano per il laboratorio. Quando un cliente torna dopo anni per aggiungere un pezzo, di solito Marco riesce a ricostruire l'abbinamento cromatico e di grana con una precisione che sorprende anche noi.

Complementi per chi ha già tutto, tranne quello che cerca

Una buona parte dei clienti che ci chiedono complementi d'arredo ha già la casa arredata, spesso anche bene. Cercano un pezzo specifico che nei negozi non esiste nelle dimensioni giuste, o che in legno massello non si trova più, o che deve integrarsi con mobili d'epoca che non tollerano accostamenti approssimativi. Abitiamo e lavoriamo a Torino da abbastanza tempo da sapere che questa città ha un rapporto serio con gli interni, con il mobiletto di famiglia passato di generazione in generazione, con il parquet che nessuno vuole cambiare. Lavoriamo in questo contesto ogni giorno e lo conosciamo bene.

Se avete in mente un pezzo e non sapete da dove cominciare, passate in bottega o chiamateci. Portate una foto, un'idea approssimativa, anche solo la misura scritta su un foglietto. Da qualcosa si comincia sempre.

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